Gli ambienti della casa storica di Valdocco dove Don Bosco ha abitato e dove si insediato il primo Oratorio salesiano, lungo il corso del XX secolo hanno subito vari lavori di restauro.
La parte che, per prima, venne custodita così com’era, sin dalla morte del santo, è il complesso di quattro stanze dove Don Bosco visse dal 1853 al 1888. Sono quattro stanze costruite con gradualità: da una semplice camera, esse divennero uno spazio di vita.
Tuttavia, il luogo in cui san Giovanni Bosco morì venne lasciato così com’era.
Negli altri ambienti, invece, vissero dapprima il beato Michele Rua (1888-1910) e successivamente il secondo successore di Don Bosco: Don Paolo Albera (1901-1914).

Nel 1914 Don Paolo Albera scelse di spostare il suo luogo di abitazione.
Le esigenze organizzative della Congregazione crescevano e si stava edificando un nuovo edificio per il Consiglio Generale dei Salesiani.
Tale costruzione, iniziata nel 1912, venne inaugurata nell’ottobre del 1914, tempo nel quale le camere di Don Bosco iniziarono ad essere pensate come spazio di visita e non più di residenza: gli ambienti furono chiamati d’ora in poi le Camerette. Rimanevano il segno della grata memoria del santo fondatore e la testimonianza della sua vita interamente donata per il bene della gioventù.

Una antica guida-ricordo del 1927 scrive:
«Il braccio che s’interna in mezzo al cortile, dirimpetto alla porteria (sic), e che ha sul timpano una bella statua dell’Ausiliatrice, porta al piano superiore le camerette di Don Bosco…
Arrivati al secondo piano, un piccolo atrio mette sul balcone e percorrendolo a sinistra, si arriva alle Camerette che sono di continuo visitate con pia venerazione e crescente devozione. Si può rivivere qualche istante i tempi del Venerabile prendendo visione dei quadri e delle fotografie appesi alle pareti.»

La testimonianza di cui sopra è la più antica informazione di cui siamo a conoscenza relativa ad un primo allestimento museale degli ambienti.

Dagli anni Trenta invece abbiamo la testimonianza di Giraudi che scrive:
«Nell’anno della beatificazione di Don Bosco (1929) fu eseguito un restauro generale della prima casa costruita ed abitata da lui nell’Oratorio, conservando alle sue Camerette l’antica e disadorna semplicità. Per una nuova ed ampia scala i pellegrini e i devoti possono salire al secondo piano e visitare successivamente: un’anticamera che accolse da principio la prima biblioteca dell’Oratorio, le quattro camere, la galleria prospiciente il grande cortile della ricreazione ed un piccolo museo dove sono raccolti oggetti e scritti di Don Bosco.»
Nel 1929 così venne inaugurato un vero e proprio allestimento museale. Per tale progetto vennero costruiti dei mobili di pregio ad uso vetrine, in stile rinascimentale.
Tale arredo ligneo, recentemente restaurato, è stato ora destinato per la presentazione della collezione etnografica del recente Museo Missionario, situato all’ingresso del cortile della Basilica e parte integrante di Casa Don Bosco.

Negli anni Settanta le mutate sensibilità museografiche condussero ad un primo restauro integrale dell’area espositiva, in due fasi distinte: 1973-1976 e 1977.
Tale intervento pose in sicurezza oggetti ed arredi, iniziando le prime rudimentali operazioni di restauro e catalogazione. Le stanze, con i mobili originali, furono protette con cristalli e si aggiunsero alcuni oggetti appartenenti alla prima comunità di Valdocco, ed alle chiese storiche.

Nel 1987 si procedette ad una revisione del museo per adottare sistemi espositivi più contemporanei in previsione dell’anno centenario della nascita di San Giovanni Bosco (1988).
In tale occasione si allestì il primo piano dell’edificio come sala multimediale, con video e pannelli illustrativi dell’evoluzione del quartiere Valdocco, dalle origini ad oggi.
Le Camerette di Don Bosco furono collocate all’interno di un itinerario storico, artistico e spirituale che coinvolse tutto il complesso architettonico della casa madre dei Salesiani, a partire dalla Basilica, restaurata successivamente negli interni tra giugno 2004 ed settembre 2008.

In occasione del Giubileo del 2000 venne realizzato un ulteriore intervento radicale nelle Camerette.
Lo spazio museale fu trasformato in un itinerario di conoscenza della storia e della spiritualità di Don Bosco, il Santo dei giovani. Alcuni muri originali furono sezionati da lastre di vetro, per permettere una visione più diretta dei luoghi storici e si aggiunsero sezioni e vetrine legate a temi specifici.

Nel 2019 venne studiata una nuova modalità espositiva degli spazi di visita, con una ristrutturazione radicale degli ambienti che dà vita all’attuale Museo Casa Don Bosco.
Sono stati così riportati alla luce una serie di suggestivi ambienti originali di metà Ottocento nel seminterrato della casa storica ed esposte le collezioni mariane, liturgiche e devozionali che prima erano conservate nei depositi della Basilica e nel museo di devozione spiritualità mariana, chiuso intorno al 2010.
Museo Casa Don Bosco ora si presenta con gli ambienti che hanno un maggiore rigore filologico nella presentazione generale. Le murature originali sono infatti state ripristinate, eliminando i vetri che le avevano interrotte e si è ricondotta la camera di Don Bosco all’originale arredamento degli anni 1861-1888.
Si è compiuto inoltre il restauro di molti oggetti, taluni anche inediti e mai esposti prima, che l’usura del tempo rischiava di compromettere.