Vogliamo condurti a scoprire i principali avvenimenti della vita di San Giovanni Bosco qui a Valdocco; essi sono come un filo rosso, il quale può idealmente accompagnarci nella scoperta dei principali luoghi ed accadimenti storici ad essi legati.

1846
Il 12 aprile 1846 Don Bosco con i giovani arriva a Valdocco. Egli adatta una tettoia per attrezzi a prima cappella dell’Oratorio. Il luogo divenne poi sala studio e dormitorio dei giovani fino al 1856, quindi refettorio della prima comunità salesiana fino al 1927.
Nel 1928 il sito fu restaurato e allestito nuovamente in chiesa: in essa è stata ricollocata l’originale statua della Consolata, unico ricordo di quei primi inizi.

1852
Il 1852 è l’anno di costruzione della Chiesa di San Francesco Sales.
In essa si trova in essa il pulpito storico della predicazione, il luogo dell’Estasi Eucaristica di San Domenico Savio e la cappella laterale dell’Immacolata, ove Domenico ha fondato la Compagnia omonima nel 1856.

1853-56
Questo triennio è caratterizzato da grandi fermenti edili. Don Bosco costruisce l’edificio delle attuali Camerette. Dopo tre anni, abbatte l’antica Casa Pinardi e la relativa tettoia, pensando ad un completamento definitivo edile, tra la Chiesa di San Francesco Sales e la costruzione del 1853.
Nel piano sotterraneo del Museo Casa Don Bosco è possibile visitare il primo refettorio dei giovani e le cucine: entrambi risalenti a tale periodo.

1856
Muore Mamma Margherita il 25 novembre 1856. Al secondo piano del Museo Casa Don Bosco è possibile visitare uno spazio, evidenziato da tendaggi, ove si trova il luogo esatto della morte con alcuni oggetti superstiti, a lei appartenuti.

1858
L’accresciuto numero dei giovani impone la costruzione di un grande refettorio sotto la Chiesa di San Francesco Sales. Tale refettorio, ora visitabile ospita le collezioni dell’ex museo mariano e della sacrestia della Basilica. Lo spazio fu in uso sino al 1927 e servì anche da piccolo teatrino, dove vennero eseguite le prime sonate di Giovanni Cagliero.

1859
È un anno fondamentale nella vita di Don Bosco, perché nella primitiva stanza del Santo, poi anticamera, fonda i Salesiani. Nell’attuale Museo Casa Don Bosco lo spazio rimane essenziale come allora, con al centro il verbale di fondazione della Congregazione.

1861
In seguito all’ampliamento dell’edificio, Don Bosco inaugura nel 1861 la sua camera di lavoro e riposo: da lui abitata sino al 1887. La camera è ora stata nuovamente allestita com’era in origine. Un paziente lavoro di confronto con le fonti, ed alcune operazioni di restauro, hanno ricollocato in posizione originale mobili, arredi ed oggetti autentici di vita quotidiana del Santo.

1868
Nel 1868 vengono ultimati i lavori della Basilica.
Nell’attuale Museo Casa Don Bosco è possibile vedere il bozzetto originale della cupola ed alcuni quadri appartenenti alla primitiva decorazione oppure ai successivi restauri, voluti da Don Rua alla morte del Santo.

1876
Nel 1876 viene ampliato l’edificio delle Camerette, aggiungendovi la stanza, poi divenuta cappella, e la stanza della morte. Entrambi i vani dapprima servirono come spazi di vita quotidiana e di ospitalità.

1886
Il cardinale Alimonda, vescovo di Torino, causa l’aggravarsi della salute, offre a Don Bosco l’arredo per la Cappella personale. L’altare ligneo della Cappella è stato spostato nella Cappella nuova di Casa Don Bosco, così da porre maggiormente in luce il luogo dell’ultima celebrazione eucaristica del Santo.
Nella cappella originale si trova la poltrona sulla quale vene adagiata la salma di Don Bosco nel giorno della morte.

1888
In seguito alla malattia, il 31 gennaio 1888, Don Bosco concluse sua la vita in una stanza attigua alla consueta.
Nell’attuale Museo Casa Don Bosco, tale camera ora ospita i suoi abiti, significativamente collocati in una teca, dove si trovava il letto della morte.
La stanza rimane caratterizzata da una nobile semplicità, invitando ciascuno a fare memoria della vita e del dono del Santo, Padre maestro ed amico della gioventù.